PTN – Pepi´s Tire Noodle

Negli ultimi tempi sta suscitando un’enorme interesse da parte degli amanti della MTB un prodotto innovativo proposto dalla Bike Suspension Center e utilizzato da diversi campioni in varie discipline principalmente nell’ Xc e nel Downhill.

Si tratta del PTN, una mousse da inserire all’interno del copertone che sulla carta promette di diventare uno standand per il futuro. Un polimero a bassa densità con il quale riempire parzialmente i pneumatici. La porzione del pneumatico rimanente verrà occupata come al solito dall’aria e dal lattice antiforatura.

In presenza di ostacoli di lieve entità il copertone lavorerà come al solito in base alle pressioni impostate. Nel caso di impatto elevato il copertone finisce per appoggiare sulla Mousse che lo sostiene con un modulo maggiore di elasticità riducendo gli urti al cerchio, gli stallonamenti laterali e garantendo una migliore aderenza.

Questo permetterebbe di abbassare anche le pressioni del pneumatico per aumentare la confidenza del rider con la bici.

Tutte le informazioni specifiche sul prodotto le trovate QUI

Abbiamo deciso di testare il PTN e pertanto ne abbiamo ordinato uno modello 29 taglia s.

Costo complessivo (materiali e spedizioni) circa 46 €uro, ed arrivati nel giro di una settimana insieme a diversi accessori e ad un catalogo della BSC aggressivo nell’estetica e interessante nel contenuto.

Il peso di ogni singolo banger è di 53 grammi e gli accessori comprendono 2 valvole modificate con taglio longitudinale per permettere l’inserimento del lattice.

Analizzando il materiale si capisce subito che il tutto è stato studiato e progettato per le competizioni e per non intervenire sulla ruota durante le gare e le uscite.

La valvola è chiusa da guarnizione con innesto a “chiave Inglese” e, tra i monti, rimarrebbe molto molto difficile smontarla. Per rimontare una camera d’aria questo però non sarà sufficiente, occorrerà anche estrarre il PTN (e riporlo sporco di lattice).

Per ovviare a questo problema il produttore dichiara la “sostenibilità della gomma” a pressione aria zero che dovrebbe permettere il rientro a “casa/traguardo” anche se ovviamente in condizioni non ottimali.

 

Il Montaggio

Il montaggio dei PTN richiede un po’ di pazienza ma una volta capito il meccanismo risulta abbastanza semplice.

Bisogna aprire il copertone su un lato, sostituire le valvole con quelle fornite dalla BSC, infilare il PTN con la banda gialla opposta alla valvola e rimontare la gomma.

Prima di chiudere le operazioni occorre verificare bene che il tallone della gomma sia entrato perfettamente tra la mousse e il cerchio lungo tutto il perimetro.

 

A questo punto viene aggiunto il lattice (circa 50 ml quindi il peso del lattice risparmiato compensa alla pari il peso del PTN) e viene rigonfiata la ruota sulla bici.

 




 

Le prime impressioni in Garage

La prima cosa che si nota è che qualcosa nelle pressioni non corrisponde più a quello a cui eravamo abituati.

Io peso circa 84 kg e prima dei PTN mi ero stabilizzato, con questa tipologia di pneumatici, su una pressione 1,6 bar al posteriore e 1,3 all’anteriore.

Con i PTN la gomma sembra molto più dura di prima e non copia bene il terreno.

Togliendo tutta l’aria dai pneumatici sembra che effettivamente il sistema consenta il rientro “casa/traguardo” senza battere il cerchione e senza intervenire sulla gomma.

Certo, la pedalabilità non è ottimale ma la spalla del copertone rimane in sede incastrata tra il PTN e il cerchio. In queste condizioni occorre però anche considerare le condizioni ambientali.

Non l’ho sperimentato direttamente ma credo che, a gomma completamente sgonfia, il PTN non sia in grado di salvare il cerchio se si percorre a bombazza un sentiero con scogli e spigoli a volontà.

 

Le prime impressioni sui sentieri

Come prima uscita ho percorso diversi sentieri molto tecnici sia in salita che in discesa.

Ho abbassato la pressione di 0,3 bar (1,3 al posteriore e 1 all’anteriore) e nonostante questo la bici mi è sembrata più scorrevole.

Il salita e in discesa il grip sembra aumentato in maniera apprezzabile, mi sarei aspettato (viste le pressioni basse) degli sbandamenti laterali del pneumatico in curva e invece il pneumatico sembra sorretto anche lateralmente dal ptn e sembra lavorare moto bene senza la sensazione di flessione che porta poi allo stallonamento.

Sono convinto comunque di non aver ancora azzeccato le pressioni ottimali, (forse dovrò alzare un po’) ma nonostante questo, anche nelle condizioni critiche, non ho mai battuto il cerchio.

 

Ora proverò per qualche mese il PTN e poi vi farò sapere nel dettaglio cosa ne penso e in che stato saranno ridotti.

I PTN infatti sono “materiali di consumo”, non durano in eterno e si danneggiano/usurano come il pneumatico.

 

I risultati del test finale a un anno di distanza li trovate cliccando sul seguente link   QUI

 

Categories:

Comments are closed